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Perché non ti chiamano ai colloqui (e come ottenerli)

Se non ti chiamano ai colloqui, quasi sempre la candidatura si inceppa in uno di 5 punti: il CV non passa i filtri automatici o non convince in pochi secondi, ha errori che lo fanno scartare, manca una lettera di presentazione su misura, LinkedIn racconta un'altra storia, oppure ti candidi dove nessuno ti leggerà.

Troppo spesso quando le candidature non funzionano si tende a pensare di non essere abbastanza, di non avere abbastanza competenze o titoli di studio per trovare un lavoro migliore, quando il problema sta quasi sempre nell'approccio.

Quindi in questa guida voglio mostrarti come migliorare le tue candidature per ottenere più colloqui ed idealmente più proposte di lavoro.

I 5 punti in cui si inceppa una candidatura quando non ti chiamano ai colloqui: filtro e 7 secondi, errori nel CV, lettera di presentazione, LinkedIn, dove ti candidi
La mappa della guida: i 5 punti da controllare, uno alla volta.

La masterclass da cui nasce questa guida. L'abbiamo registrata per chi cerca lavoro da remoto, ma il metodo per candidarsi è lo stesso per qualsiasi lavoro.

Perché non mi chiamano ai colloqui, anche se mando il curriculum?

Quando non ti chiamano ai colloqui, il silenzio non è un giudizio su di te: è il segnale che la candidatura si ferma prima di arrivare a una persona, oppure ci arriva ma non cattura in pochi secondi l'interesse dei selezionatori.

Secondo uno studio di TheLadders i recruiters dedicano in media 7,4 secondi alla prima lettura (screening) di un Curriculum per decedere se scartarlo o approfondirlo.

Molto spesso le candidature non funzionano per gli stessi problemi, che vengono ripetuti ad ogni invio.

Per questo è importante individuarli e sistemarli invece di inviare candidature a raffica per provare a compensare ciò che non funziona.

Magari è successo anche a te.

Trovi un annuncio che sembra scritto per te, sistemi il CV in un pomeriggio e lo mandi.

Il giorno dopo controlli la mail, ma nulla.

I giorni dopo idem, nessuna novità.

Quindi una volta che lo hai sistemato lo invii ad altre aziende che ti sembrano in linea.

Dopo due settimane hai mandato altre 20 candidature ma la casella è sempre uguale: nessuna risposta concreta, al massimo qualche risposta automatica.

Ed è lì che parte la domanda sbagliata: cosa c'è che non va in me? Il mio profilo professionale non è abbastanza per cambiare lavoro ormai?

Fidati, quasi sempre la domanda giusta è un'altra: in quale punto si ferma la mia candidatura?

Nei nostri percorsi di affiancamento abbiamo seguito diversi professionisti che pur avendo due lauree e diverse certificazioni non si sentivano abbastanza competitivi per trovare un lavoro più allineato a loro.

Ma come potrai immaginare lo erano, semplicemente gli serviva sistemare il loro approccio alla ricerca del lavoro per raggiungere i loro obiettivi professionali.

E alla fine dopo qualche mese ci sono riusciti, se ti interessa capire cosa abbiamo fatto insieme e cosa hanno raggiunto, puoi approfondire i casi di successo di alcuni dei nostri clienti da qui.

Limitarsi a mandare più candidature non aiuta, perché 100 candidature identiche sono lo stesso tentativo ripetuto 100 volte.

Quindi ti ritrovi ad aver fatto un solo vero tentativo ma col peso mentale di aver fallito 100 volte, ed è normale che ti butti giù e pensi di non esserne all'altezza se usi questo approccio....

Tra i nostri clienti, nessuno ha superato i 5 curriculum inviati, perché ogni candidatura era pensata e ottimizzata strategicamente per la posizione lavorativa per cui stavano applicando.

Troppo spesso si pensa erroneamente che personalizzare la candidatura sia una "perdita di tempo", eppure paradossalmente più tempo investi nell'ottimizzare la tua candidatura meno ne sprechi ad inviare candidature nel mucchio.

Un'ultima cosa prima di vedere in 5 punti per migliorare le tue candidature: questo metodo funziona al meglio quando sai già che lavoro stai cercando.

Se ancora non hai chiari i ruoli che potrebbero fare al caso tuo, ti consigliamo di partire da lì, puoi farlo con gli esercizi del nostro workbook gratuito.

Una volta chiarita la tua direzione professionale ti sarà più facile fare candidature più efficaci, perché quando non hai chiaro ciò che vuoi fare il tuo CV racconta tutto per paura di perdere occasioni, ma un CV che parla a tutti è un CV che non parla a nessuno.

Qui sotto trovi i 5 punti da controllare se ti stai chiedendo perché non ti chiamano ai colloqui.

1. Perché il CV viene scartato prima ancora che qualcuno lo legga?

Il CV viene scartato prima di essere letto quando non passa il filtro automatico: molte aziende usano un ATS, un software che ordina i curriculum in base alle parole dell'annuncio.

Se il tuo curriculum non contiene quelle parole, o lo hai inviato in un formato che il software non legge (come immagine ad esempio), non ti chiamano ai colloqui perché nessuno ha visto la tua candidatura.

Il primo filtro: come si scrive un CV che passa gli ATS

Gli ATS (Applicant Tracking System) sono i software con cui molte aziende raccolgono le candidature e le ordinano prima che le legga una persona.

Un CV ATS friendly, cioè leggibile da questi filtri, non ha bisogno di trucchi.

Ha bisogno di tre cose:

  1. un PDF con il testo selezionabile, non una foto o una scansione;
  2. titoli semplici come Esperienza, Formazione, Competenze; e
  3. le stesse parole dell'annuncio, quando descrivono davvero quello che sai fare.

Se l'annuncio chiede "gestione clienti" e tu hai scritto "rapporti con l'utenza", per l'ATS sono due cose diverse.

Lo stesso vale per i modelli pieni di colonne, icone e tabelle: belli da vedere, ma un filtro ATS rischia di leggerli in disordine. Un modello semplice, a una o due colonne, va bene per tutti e due i lettori: il software e la persona.

Il secondo filtro: 7 secondi di lettura

Superato il software, il CV arriva a una persona che lo legge di corsa. In uno studio di eye-tracking di Ladders la prima scrematura di un recruiter durava in media 7,4 secondi. In quel tempo deve trovare le esperienze giuste per quella posizione, senza scavare.

Per questo il curriculum non serve a ottenere il lavoro: serve a ottenere il colloquio. Il tuo lavoro non è far entrare tutte le esperienze che hai fatto, è scegliere quelle che contano per chi legge. Quello che non aggiunge valore alla candidatura, lo toglie.

Perché il CV viene scartato e non ti chiamano ai colloqui: prima il filtro automatico ATS, poi 7,4 secondi di lettura, solo dopo il colloquio
Prima il software, poi una lettura di pochi secondi: il colloquio arriva solo dopo tutti e due.

Cosa mettere in un CV di una pagina

Un CV che funziona sta in una pagina, e puoi partire da un modello semplice su Canva. Dentro ci vanno:

Un esempio dal nostro percorso: Martina, una nostra cliente, lavorava come contabile in una cooperativa ed era da quasi un anno in cassa integrazione. Abbiamo lavorato con lei su un CV personalizzato per ogni candidatura, rivisto prima di ogni invio: ha mandato 3 candidature e ha ottenuto 3 colloqui e 2 proposte di lavoro. Leggi il caso di Martina

Esercizio: il test dell'annuncio

Prendi l'ultimo annuncio a cui ti sei candidato/a e sottolinea le 5 o 6 parole che tornano più spesso: il nome del ruolo, gli strumenti, le competenze. Poi apri il CV che hai mandato e cercale: sono le stesse che cerca l'ATS? Se ne trovi meno della metà, hai trovato il primo punto in cui si inceppa la tua candidatura.

2. Quali errori nel curriculum fanno scartare la candidatura?

Gli errori nel curriculum che fanno scartare più spesso una candidatura sono dettagli di forma che sembrano piccoli: il CV mandato come immagine, il file chiamato a caso, la lingua sbagliata, troppe informazioni. Per chi seleziona sono segnali di disattenzione, e bastano per non chiamarti al colloquio.

Prima di ogni invio, controlla di non fare nessuno di questi 10 errori:

L'erroreCosa fare invece
Font stravaganti o poco leggibiliFont semplici e professionali, leggibili dagli ATS e dall'occhio umano che legge
CV inviato come immagine (PNG, JPEG)Sempre in PDF, con il testo selezionabile: un'immagine l'ATS non la legge
Nome del file a caso ("CV def 2.pdf")Nome e cognome, più il ruolo: comunica attenzione ai dettagli
Troppe informazioni, come se venisse letto tuttoSolo quello che è rilevante per quella posizione
Lingua diversa da quella dell'annuncioSe l'annuncio chiede l'inglese, il CV va in inglese
Esperienze non rilevanti per il ruoloToglierle, o renderle pertinenti con un racconto professionale chiaro
Esperienze importanti nascoste in fondoIn alto e in evidenza quelle più vicine alla posizione
CV Europass nel privatoVa bene nel pubblico o se specificatamente richiesto, altrimenti un CV a una pagina
Solo competenze tecnicheAnche le competenze trasversali, e qualcosa che parli di te come persona
Richieste dell'annuncio ignorateSe l'azienda chiede di togliere foto o data di nascita, le togli

Ricordati anche che dall'altra parte c'è una persona. Un interesse, un valore, un'esperienza fuori dal lavoro che c'entra con l'azienda: un punto di contatto umano fa ricordare il tuo CV in mezzo a decine di curriculum identici.

Preferisci vederlo spiegato? Nella lezione gratuita sui 7 passi per cambiare lavoro c'è la parte che in questa guida manca: come tenere traccia delle candidature, e i 2 numeri che ti dicono in quale punto si inceppano, così smetti di andare a tentativi.

Guarda la lezione gratuita

3. Serve ancora la lettera di presentazione?

Sì, la lettera di presentazione serve ancora, a una condizione: che sia scritta per quella posizione. Aggiunge il contesto che il CV non ha, mostra che conosci l'azienda e aumenta le probabilità che il curriculum venga letto e ti porti al colloquio. Una lettera generica, uguale per tutte le aziende, invece non aggiunge niente.

E come dicevamo su, se una cosa non aggiunge valore, lo toglie.

L'errore: la lettera fotocopia

"Gentile azienda, sono una persona dinamica, motivata e con ottime capacità relazionali..."

Chi seleziona legge queste frasi fatte decine di volte al giorno almeno.

Una lettera di presentazione (o cover letter) serve a dire perché proprio tu, perché proprio lì: se la puoi mandare identica a 10 aziende, non la stai facendo bene.

Le 4 parti della lettera di presentazione

La struttura della Cover Letter è semplice:

1. Intestazione (saluti e introduzione)

Inizia la Cover Letter inserendo i tuoi contatti e indicando chiaramente la posizione per cui ti stai candidando.

Racconta chi sei e perché questa azienda/ruolo ti entusiasma: sii accattivante e mostra conoscenza dell’azienda, approfondendo in breve il motivo del tuo interesse.

2. Il Ponte

Qui spiega brevemente con chiarezza il perché della tua scelta professionale, devi trasformare il cambio in un punto di forza e metti in evidenza le abilità acquisite nel tuo lavoro attuale/precedente che sono utili per il nuovo lavoro.

3. Connessione e Valore

Collega le tue esperienze passate alla nuova posizione per cui ti stai candidando, l'obiettivo è dimostrare come il tuo percorso lavorativo sia una risorsa e un vantaggio per l'azienda.

Qui idealmente porta un esempio concreto di un risultato ottenuto nel tuo lavoro attuale (o in lavori precedenti) e come si applica al contesto per cui stai applicando.

4. Conclusione e CTA

Concludi ringraziando per l’attenzione e ribadendo il tuo entusiasmo.

Inserisci sempre una CTA (un invito all'azione), quindi la tua disponibilità per un colloquio conoscitivo.

La struttura della lettera di presentazione in 4 parti: intestazione con saluti e introduzione, il ponte, connessione e valore, conclusione con la disponibilità a un colloquio conoscitivo
Le 4 parti della lettera di presentazione. I punti 2 e 3 sono i più importanti.

Vale anche per la candidatura spontanea, dove la lettera conta ancora di più: non c'è un annuncio a cui rispondere, quindi il motivo per cui scrivi a quell'azienda lo devi dare tu.

4. Il tuo profilo LinkedIn conferma il CV o lo smentisce?

Il tuo profilo LinkedIn deve confermare quello che dice il CV. Chi trova interessante la tua candidatura apre LinkedIn prima di chiamarti: se trova un profilo vecchio, incompleto o che racconta un'altra direzione, il dubbio basta a frenare l'interesse del selezionatore.

È uno dei motivi più sottovalutati per cui non ti chiamano ai colloqui.

L'errore: un profilo che smentisce la candidatura

Ti candidi come project manager, con un CV e una cover letter costruiti bene.

Chi legge apre il tuo profilo e trova solo esperienze da copywriter, una headline di 3 anni fa e nessun accenno al project management.

Non ti scarta perché non sei capace: ti scarta perché il CV e il profilo raccontano due persone diverse, e non ha tempo di capire quale delle due sei.

LinkedIn coerente con il CV per ottenere colloqui: a sinistra un profilo che smentisce la candidatura, a destra un profilo che la conferma
Chi legge il CV, poi apre LinkedIn: il profilo deve raccontare la stessa direzione.

La checklist del profilo LinkedIn e professionale coerente

Sistemalo prima di mandare la prossima candidatura, non dopo:

5. Conviene candidarsi agli annunci con centinaia di candidati?

Agli annunci con centinaia di candidati conviene candidarsi solo se l'azienda conta davvero per te, e insieme al network. Nella nostra esperienza chi seleziona guarda in genere i primi 50-60, perché segue più posizioni insieme: oltre il centesimo, spesso non ti chiamano ai colloqui solo perché nessuno arriva a leggerti.

Nella masterclass mostro un annuncio su LinkedIn con 295 candidati.

Anche con il CV perfetto, se arrivi al numero 200 è probabile che nessuno ti legga: chi seleziona non gestisce una posizione sola, e in 50/60 candidature lette in genere ha già individuato i primi candidati da intervistare quindi chi invia la candidatura dopo semplicemente arriva troppo tardi per essere considerato.

Ma se l'azienda ti interessa, puoi provare a fare network con i decision makers e con chi lavora in azienda per farti notare maggiormente.

Alcuni nostri clienti facendo network sono riusciti ad ottenere dei colloqui anche per posizioni che l'azienda aveva chiuso da poco, quindi vale sempre la pena provare!

Quanti candidati legge chi seleziona: su un annuncio con 295 candidati, in genere vengono guardati i primi 50-60
295 candidati, di cui in genere ne vengono guardati i primi 50-60.

Per questo ai nostri clienti consigliamo di puntare sugli annunci aperti da poco, dove i candidati sono ancora pochi ed è più facile farsi notare con una candidatura costruita bene.

Poi ci sono le aziende che insegui da tempo, quelle per cui ti candideresti anche con 300 persone davanti.

Lì serve un passo in più: il network strategico e direzionale.

Come si fa network per trovare lavoro?

Per trovare lavoro, il network funziona quando è direzionale: non chiedi un favore a chiunque conosci, ma parli con le persone che lavorano già nell'azienda che ti interessa.

Così capisci com'è l'ambiente, il tuo nome comincia a girare e ti fai indirizzare al decision maker giusto, prima ancora del colloquio.

È la leva che quasi tutti sottovalutano.

Nel nostro percorso lavoriamo 7 tipi di networking diversi, qui ti racconto i 2 principali che ti servono in questo caso

Il network con chi lavora già in quell'azienda

Una conversazione con chi lavora lì ti dice cose che nessun annuncio dice: come si sta davvero, che ritmi ci sono, che persone ci sono. E soprattutto ti dice chi segue le selezioni, così la tua candidatura non resta un PDF in una casella piena.

Il network con il recruiter: differenze HR interno o esterno

Prima di scrivere a un recruiter, capisci chi hai davanti.

Il recruiter interno lavora per l'azienda: vuole capire la tua personalità, i tuoi valori, se ti vede lì nel lungo periodo.

Il recruiter esterno lavora per un'agenzia: guarda soprattutto competenze tecniche e hard skill, perché il suo obiettivo è coprire le posizioni che gestisce.

Network con i recruiter per ottenere colloqui: il recruiter interno cerca personalità e valori, il recruiter esterno guarda soprattutto le competenze tecniche
Interno o esterno: cambia quello che cerca, quindi cambia come ti presenti.

Con il recruiter interno, il messaggio giusto è semplice: ti sei già candidato/a a quella posizione, ti interessa davvero quell'azienda e ti farebbe piacere approfondire in un colloquio conoscitivo. Niente richieste di favori, niente CV allegato una seconda volta.

Con il recruiter esterno invece devi focalizzarti sull'aspetto tecnico, ciò che tu sai fare e che l'azienda sta cercando, i problemi che tu puoi risolvere e l'azienda sta cercando di risolvere con questa assunzione.

Per la maggior parte dei nostri clienti fare Network in modo direzionale è stata ed è una parte molto importante per raggiungere i loro obiettivi professionali.

Cerchi lavoro da remoto: cosa cambia nella candidatura?

Per un lavoro da remoto la candidatura si costruisce allo stesso modo: CV, lettera di presentazione, LinkedIn e network.

Ci sono però da considerare due cose:

  1. gli annunci full remote li vede tutta Italia, quindi i candidati sono di più;
  2. chi seleziona non ti incontra di persona, quindi come scrivi e ti presenti è già la prima prova di come lavori.

La masterclass che trovi in cima a questa pagina l'abbiamo registrata proprio per chi cerca lavoro da remoto.

Il lavoro da remoto però è la forma del lavoro, non la direzione.

Prima viene il ruolo che vuoi e sai fare, poi il contesto, poi la forma: ne parliamo nella lezione gratuita sui 7 passi per cambiare lavoro nel 2027.

Se cerchi "qualsiasi lavoro, purché da remoto", il tuo CV racconterà proprio questo, e chi seleziona lo capisce.

Come trovare lavoro da remoto senza esperienza

Quando si dice "senza esperienza", quasi sempre si intende senza esperienza in quel ruolo, non senza competenze. Per trovare un lavoro da remoto si parte da quello che sai già fare e si cerca il ruolo in cui quelle competenze servono anche a distanza. Poi le racconti, nel CV e su LinkedIn, con le parole degli annunci da remoto che hai scelto, come nel test dell'annuncio del punto 1.

Come cercare lavoro da remoto su LinkedIn

Un annuncio full remote raccoglie candidati in fretta, spesso più di 100 in poche ore: per il lavoro da remoto arrivare tra i primi conta ancora di più che altrove. È il punto 5 di questa guida, al quadrato. Su LinkedIn lo fai così:

Poi lavora sul profilo, perché i recruiter cercano anche lì: una headline con il ruolo che cerchi e, tra le preferenze di "Disponibile a lavorare", il lavoro da remoto tra le modalità, con l'Italia come località. Come visibilità scegli solo i recruiter: così LinkedIn evita di mostrarlo a chi lavora nella tua azienda, mentre il banner "Open to work" sulla foto lo vedono tutti.

Domande frequenti

Dopo quanto tempo ti chiamano dopo aver mandato il curriculum?

Dipende dall'azienda e da quanti candidati ha l'annuncio: a volte in pochi giorni, a volte dopo settimane, e molte aziende non rispondono a chi non viene selezionato. Noi consigliamo di non restare in attesa: se dopo 2 o 3 settimane non hai notizie, considera la candidatura chiusa e concentrati sulle prossime. Se l'azienda ti interessa davvero, un messaggio alla persona giusta su LinkedIn vale più di un'altra settimana di attesa.

Cosa significa "candidatura visualizzata" su LinkedIn?

Significa che chi ha pubblicato l'annuncio ha aperto la tua candidatura, quando ti candidi direttamente da LinkedIn. Non vuol dire che sia stata scelta né scartata. È però un indizio utile: se le tue candidature risultano visualizzate ma non ti chiamano ai colloqui, il filtro automatico l'hai passato, e ciò che devi migliorare sta nel CV e sul tuo profilo.

Il CV per un lavoro da remoto deve essere diverso?

La struttura è la stessa: una pagina, le parole dell'annuncio, un PDF che gli ATS riescono a leggere. Per un lavoro da remoto conviene però far emergere tre cose che chi seleziona cerca quando non ti vedrà ogni giorno in ufficio: l'autonomia nell'organizzare il lavoro, la comunicazione scritta e gli strumenti digitali che usi già, con esempi concreti presi dalle tue esperienze.

Meglio un CV fatto su Canva o il CV Europass?

Nel privato, un CV a una pagina fatto da un modello semplice, su Canva o su Word. L'Europass va bene nel pubblico o quando l'annuncio lo chiede espressamente; altrove è lungo e uguale a quello di tutti gli altri. Su Canva scegli un modello sobrio ed esporta in PDF con il testo selezionabile, così il CV resta leggibile anche dagli ATS, i filtri automatici delle aziende.

Bisogna mettere l'autorizzazione al trattamento dei dati e la firma nel curriculum?

Per i curriculum inviati spontaneamente, l'articolo 111-bis del Codice privacy dice che il consenso al trattamento dei dati non è dovuto. Molte aziende però si aspettano ancora la formula in fondo al CV, e alcuni annunci la chiedono: metterla, con la firma, non costa niente e ti evita di sembrare distratto/a. Se l'annuncio chiede una formula precisa, usa quella.

Quante candidature bisogna mandare per trovare lavoro?

Molte meno di quanto pensi, se sono mirate: tra i nostri clienti che hanno trovato lavoro, nessuno ha superato i 5 curriculum inviati. 100 candidature identiche sono lo stesso tentativo ripetuto 100 volte.

E se ai colloqui ci arrivi, ma poi non ti richiamano?

Allora la candidatura funziona, e il punto da guardare è il colloquio: come racconti le tue esperienze, come rispondi alle domande principali, cosa chiedi tu all'azienda, come arrivi preparato/a alla domanda sulla RAL.

Se le candidature partono, ma i colloqui non arrivano

Spesso le candidature non funzionano per un motivo che nessun CV può sistemare: pur di scappare da dove sei, racconti una direzione professionale in cui non credi ancora. E quando non ci credi, si percepisce: nel CV, nella lettera di presentazione e al colloquio.

Per questo nel Percorso Life-Work Balance si parte da dove ti trovi. Se ti candidi soprattutto per andartene, facciamo un passo indietro: con Chiara, la nostra career coach e orientatrice professionale, lavori su cosa vuoi prima di candidarti. Se invece sai già che lavoro vuoi, il problema è tecnico e lavoriamo lì: CV, LinkedIn e candidature, fino ai primi colloqui e alle prime proposte di lavoro.

Tra una sessione 1-1 e l'altra hai le lezioni registrate, le guide e una chat diretta con noi.

Se vuoi, puoi approfondire i nostri percorsi da qui.

Fa per te se hai già un lavoro in cui non ti trovi bene e che ti sta spegnendo, mandi candidature e non succede niente, o ti candidi soprattutto per andartene da dove sei, e nonostante questo hai voglia di agire per cambiare.

Non fa per te se cerchi una formula magica o una scorciatoia. Il metodo e il supporto li mettiamo noi, ma le candidature e i colloqui li fai tu: possiamo darti tutti gli strumenti, ma non possiamo usarli al posto tuo.

Raccontaci da dove parti

Leggiamo ogni candidatura e ti rispondiamo entro 2 giorni lavorativi, anche se non possiamo seguirti. Se possiamo, ci sentiamo in una chiamata conoscitiva gratuita: definiamo insieme il tuo obiettivo e ti mostriamo come possiamo aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi professionali.

Candidati al percorso

Non è il momento? Va bene così. Se preferisci partire dal video, guarda la lezione gratuita sui 7 passi per cambiare lavoro.

Antonio, autore della guida

Chi ha scritto questa guida

Sono Antonio, founder di Mindontheroad insieme a Daniela. Facciamo questo lavoro perché ci siamo passati: prima di Mindontheroad abbiamo fatto tutti e due lavori che non ci assomigliavano, io in cucina e Daniela in una gelateria a Londra. Il metodo per candidarsi che trovi qui è sviluppato da Mindontheroad: mette insieme la nostra esperienza personale, le nostre competenze e quelle di Chiara Graziano, la career coach del nostro team, ex head hunter, formata alla Karakter Coaching School e Orientatrice Professionale ASNOR (n. 2177, verificabile sulla sua pagina del registro).

Fonti dati citati: Ladders, eye-tracking study sui CV (HR Dive) · Codice in materia di protezione dei dati personali, articolo 111-bis (Normattiva).